Prima
dell'arrivo degli spagnoli, l'Inti Raymi era la festa principale dell'Impero.
I
dorati raggi del sole brillano con un'intensità fuori dal comune,
o almeno questa è l'impressione che si

ha a Cusco - l'ombellico del mondo il giorno dell'Inti Raymi o Festa
del Sole.
Forse è solo un'illusione, un inganno o un equivoco, prodotto
della viva intensità di miti e leggende o, probabilmente, è
la conseguenza della magia che passa il limite fisico delle pareti
di pietra dell'antica capitale dell'Impero e si impregna nell'anima
e nel cuore di tutti quelli che la visitano.
Sembra che il 24 giugno la città si avvolga in una cappa del
passato e che ritornino i tempi del Tawantinsuyo. Un'altra volta è
l'Inca il governatore; un'altra volta è il sole il Dio supremo
che si invoca per ottenere abbondanza del raccolto e perché
allontani la fame.
Prima dell'arrivo degli spagnoli, l'Inti Raymi era la festa principale
dell'Impero. Aveva luogo durante il solstizio d'inverno, periodo in
cui il sole si trova nel punto più lontano dall'equatore. I
figli dell'impero temevano che il loro Dio, fonte della vita, scomparisse
nell'immensità dell'univers; per evitare ciò lo imploravano
e lo pregavano, affinché la fame non si impadronisse del Tawantinsuyo.
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