Si
stima che l'antichità dell'uomo Paracas risale all'anno 8000 a.C.
La forza o il potere della terra e in generale della materia è
rappresentato dal felino materno, poderoso e pericoloso.
Ogni
essere vivente possiede questa forza dato che la possiede ogni frammento
della materia; l'equilibrio delle forze della natura consente la
salute, la prosperità e la riproduzione; il disequilibrio
porta problemi e malattie, che si correggono e guariscono attraverso
rituali e terapie tendenti non "a curare la malattia"
bensì a "ristabilire la salute". Da questo si deduce
che la malattia non è isolata dall'individuo; si recupera
la salute, non si elimina la malattia.
La Religione e la Mitologia considerano ugualmente che la perfezione
non è un essere ma uno stare, è dinamica, ritmica,
cambio e consiste in mantenere la giusta e fragile relazione di
equilibrio tra gli elementi differenti che compongono la società
o l'organismo. Ogni elemento svolge un ruolo essenziale nel tutto,
per cui differenza di esseri sono utilizzati nella mitologia come
simboli di situazioni, di manifestazioni di poteri o con fine di
socializzazione.
L'uomo di Paracas era un agricolture e un pescatore e il suo ritmo
produttivo era scandito dai cicli lunari, siderali e solari.
Il movimento delle costellazioni e delle macchie nel cielo notturno
segnalavano ai capi del rituale religioso il momento propizio per
le cerimonie.
L'uomo di Paracas ebbe un'enorme potere di sintesi che si riflette
nelle complicate figure dei ricami sui tessuti colorati, di posizioni
e varianti incredibili.
E' fuor di dubbio che queste figure ricamate ci trasmettino un messaggio
filosofico, religioso e ideologico di una laboriosa cultura costruita
all'interno di uno spazio specifico e ristretto.
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