Il
Seminario San Antonio Abad, oggi il più importante hotel, possiede
più di 300 anni di antichità.
Durante
i secoli XVIII e XIX il Colegio Seminario continuava a funzionare
come tale e i suoi alunni, sia quelli che seguivano il sacerdozio
sia gli alunni laici, potevano diplomarsi senza problemi.
La secolarizzazione dell'Università di San Antonio
Abad nel 1867 significò l'inizio dell'Università come
istituzione che riuscì a formare facoltà e un corpo
direttivo di docenti e alunni indipendenti dal Seminario che continua
con la formazione sacerdotale fino ai nostri giorni, anche se, tra
il 1950 e il 1960 smise di funzionare definitivamente in questi
locali, a conseguenza dei danni prodotti dal terremoto del 1950
che, per la seconda volta nella sua storia, lasciò il locale
delle Nazarene in cattivo stato.
L'edificio dell'antico Seminario è costruito su un settore
di tramezzi del Cusco incaico, a Nord Est della città, denominato
Amaru Ccata, che il spagnolo significa "lato dei serpenti".
Risale approssimativamente al primo quarto del secolo XVII, anche
se la cappella, il refettorio e alcune aule furono costruite nel
1678 con l'aiuto del già citato vescovo Mollinedo y Angulo.
Inizialmente ebbe due patii intorno ai quali si costruirono le aule,
le stanze da letto e gli altri ambienti più importanti. Il
terremoto del 1650 che distrusse quasi la città, causò
seri danni all'edificio originale, anche se non conosciamo le parti
che furono danneggiate. Sappiamo solo che Mollinedo diede l'ordine
di ricostruire alcuni ambienti.
Questo
immobile, dichiarato Patrimonio Monumentale con decreto Supremo
2900-72-DE del 28 dicembre del 1972,
possiede alcune caratteristiche importanti, tra cui la facciata
principale che dà sulla piazza delle Nazarene, di stile barocco
meticcio, cioé l'incorporazione di elementi culturali andini
nella struttura barocca.
La facciata della cappella è anch'essa interessante e, nonostante
sia stata costruita nel 1678, le sue caratteristiche sono rinascimentali.
Manieristiche, la qual cosa ci fa pensare che è la facciata
di una cappella precedente, probabilmente crollata con il terremoto
del 1650, anche se non esiste un documento che faccia luce sul fatto.
Il monumento possiede due splendidi chiostri, il primo, che attualmente
è il più grande della città, è racchiuso
da quattro gallerie, che definiscono tipologicamente la struttura
del chiostro, con arcate di mezzo punto nel primo livello e doppie
e abbassate nel secondo. La fontana del secolo XVIII, posta verso
il centro dello spazio, è al lato di un albero di cedro centenario,
l'unico nella città.
Gli ambienti più importanti si trovano intorno al chiostro:
la Sala Capitolare, vicino alla portineria, e il refettorio con
archi, entrambi riccamente intagliati, esprimono l'importanza del
Seminario.
Il monumento possiede, inoltre, due patii minori, uno di loro accede
al refettorio mediato da una piccola loggia e un altro di servizio.
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