Se
di qualcosa vanno fieri gli abitanti di Ica questi sono il vino e
il pisco.
Un'oasi di 100 metri di lunghezza per 60 di ampiezza. Un bello smeraldo
circondato di dune e vegetazione del deserto: così è
lo stagno della Huacachina, a 5 chilometri a Sud Ovest della città
e, dal momento che a Ica il sole brilla costantemente, può
essere visitata in qualsiasi momento.
Lo stagno, formato a causa delle continue affiorazioni sotterranee,
divenne famoso per le doti curative delle sue acque, che furono
diffuse al principio del secolo da doña Angela Perotti, un'emigrante
italiana che risiedeva a Ica.
Esiste una leggenda di una fanciulla che, dopo aver saputo della
morte del suo promesso sposo in battaglia, si rifugiò ai
piedi dello stagno sotto l'ombra di un salice cercando di alleviare
la pena con le lacrime che sgorgavano dal cuore.
Ma la fanciulla fu vista da un cacciatore che le si avvicinò.
Lei fuggì e si gettò alle acque scomparendo per poi
trasformarsi in sirena. Dicono che nelle notti di luna piena, quando
regna la calma, esce dalle acque e allora si sente un canto doloroso.
Gli abitanti di Ica dicono pure che ogni tanto la fanciulla dello
stagno attrae un bagnante e rimane con lui per fargli compania.
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