La
notizia del suo ritrovamento fece il giro del mondo, per il suo importante
significato archeologico, la sua magnificenza e la quantità di oggetti
trovati.
Dopo
la pulizia sistematica della sezione centrale della piattaforma
si identificò un riempimento di terra delimitato da mattoni
presi dalla costruzione. Ritirando progressivamente il riempimento,
a tre metri di profondità, si è ritrovato lo scheletro
deteriorato di un giovane che portava uno scudo di rame sull'avambraccio
e resti di un casco dorato sul cranio, il tipico e sobrio abbigliamento
di un soldato mochica, i cui piedi amputati simboleggiano l'obbligo
di rimanere per sempre nel suo luogo di vigilanza. 50 centimetri
più in basso sorsero le impronte di 17 tramezzi paralleli
ormai disfatte che formavano il tetto e sigillavano la camera di
5 metri per ogni lato.
Al centro si rivelarono otto assi di cinte di rame ossidate che
costituivano le corde della prima bara conosciuta nell'archeologia
americana. Penetrare in esso ha significato un arduo lavoro di chirurgia,
dato che il contenuto si trovava in strati compressi dalla massa
del riempimento che copriva la camera. Tra i sedimenti apparve il
perfetto ed energico volto in miniatura di una minuscola scultura
di un generale mochica, con indosso una tunica turchese, una corona
a semiluna sulla testa e un adorno mobile al naso. Minuscole teste
di gufo pendevano dal collo, trattenute da fili d'oro e sonagli
della cintura.
Il fasto della regalità arrivava a mostrare i muscoli in
tensione delle gambe, il braccio destro sosteneva una mazza da guerra
e l'avambraccio sinistro aveva appena lasciato il minuscolo scudo.
Questa delicata figura corrispondeva alla parte centrale di un orecchino
circolare, bordato da piccole schegge d'oro. Su entrambi i lati
del nostro personaggio si trovavano due guerrieri di profilo, lavorati
in mosaici millimetrici di turchese e oro.
La pulizia del primo strato ci mostrò due paia di orecchini
d'oro e turchese, sui due lati del cranio. Tre lance acuminate e
i dischi di rame che riposavano nella parte centrale, dove ritornò
a brillare un solido lingotto d'oro.
I piedi del Signore si trovavano con indosso sandali di rame. Intorno
al fardo funerario, originalmente avvolto in una tela di cotone,
si trovavano molte spugne di spondylus tratte dal golfo di Guayaquil,
molto apprezzate nei riti dell'antico Perù. Ricoprendo le
ossa della faccia c'erano due occhi d'oro, il naso e un protettore
dello stesso metallo per il mento che doveva ricoprire fino alle
guance come una specie di elmo. Due cerchi d'oro al naso riposavano
vicino al volto e su un casco dello stesso metallo riposava il cranio.
Migliaia di piccoli pezzi cilindrici di conchiglie rosse, bianche
e arancio formavano un totale di 11 pettorali, disposti sul petto,
sulle gambe e sotto lo scheletro. Vari ornamenti formavano una specie
di ventaglio di piume con manico di rame. Centinaia di piccolissimi
pezzi turchesi costituivano gli eleganti braccialetti del Signore.
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