Tarapoto
è conosciuta come la città delle palme.
A Lamas,
ubicato a 25 chilometri dalla città di Tarapoto, il turista
può trovare gli indigeni lamisti, che i conquistatori spagnoli
chiamarono molitones. Secondo la leggenda e gli storici i lamisti
sono discendenti dei chacas che, dopo il tentativo di prendere la
città imperiale degli incas Cusco fuggirono in Amazzonia,
il luogo che Garcilaso de la Vega chiamò il "Reinado
de Muyupampa", dove si rifugiarono dalle persecuzioni delle
truppe incaiche.
Anche
se il primo villaggio di San Martin fondato dagli spagnoli fu Moyobamba,
nel 1542, i lamisti non furono sterminati se non dopo 100 anni.
I nativi, da allora in poi, hanno resistito all'incorporazione alla
società meticcia e conservano le proprie tradizioni, la lingua
(il quechua) e la purezza della razza. Il visitatore può
apprezzare le loro case tipiche senza finestre, per evitare l'ingresso
degli spiriti maligni; può assaggiare il "metalillo",
un impasto abitudine indigena; mangiare e comprare l'artigianato
che producono.
Le
donne sposate si vestono con le loro gonne e camicie adornate con
ricami a mano. Durante le feste i colori e la musica tipica si combinano
formando un grande spettacolo. Quando celebrano la loro festa patronale,
Santa Rosa di Lima in agosto, si riuniscono a Lamas per una settimana
di balli, di cucina e delle famose bevande alcoliche a base di aguadriente
di canna.
Lama ha un museo dove il visitatore riceverà una spiegazione
dettagliata delle abitudini e della storia.
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