Arequipa
possiede caratteristiche speciali che la distinguono dalle altre città
peruviane.
Anni dopo, il 14 agosto del 1540, la città fu rifondata dagli
spagnoli. Manuel García de Carbajal la battezzò, in
nome della regina di Spagna, Villa de Nuestra Señora da la
Asunción della meravigliosa Valle di Arequipa, già
possedendo fin d'allora caratteristiche che la differenziavano dalle
altre città peruviane.
Insieme alla sua modernità e creatività, Arequipa
seppe coltivare in ognuno dei suoi abitanti l'animo di conservare
con orgoglio le proprie ricchezze architettoniche. Per questo motivo
l'enumerare le attrazioni della città è un lavoro
lungo e piacevole.
Come popolo cattolico devoto, l'architettura di questa città
offre al visitante uno splendido esempio di una fede viva ed edificante.
Quasi tutte queste costruzioni occupano un intero isolato. I corridoi,
le pareti e le stanze sono silenziosi testimoni di storie capaci
di eclissare l'immaginazione più fervida.
Prima di tutto menzioniamo la Cattedrale, posta in Plaza de Armas,
che mantiene le stesse caratteristiche dalla sua ricostruzione dopo
il terremoto che la distrusse nel 1668. Sulla facciata risaltano
le snelle torri, e all'interno, degno di nota, un organo belga e
un pulpito di legno intagliato dell'artista francese Rigot datato
1879.
Vicino
alla Plaza de Armas si trova la Chiesa della Compania, un bell'esempio
del barocco coloniale e meticcio. La facciata scoplita e il pulpito
di legno intagliato- vere gioie artistiche - sono la testimonianza
di inestimabili talento e buon gusto.
La maggior parte delle chiese sono diventate importanti musei e
biblioteche. E' questo il caso, per esempio, della chiesa de La
Merced che conserva nelle sue sale un' importante biblioteca coloniale
e pitture di valore. Allo stesso modo la Chiesa di San Francisco
possiede una biblioteca con più di ventimila volumi e una
pinacoteca completa.
Così pure le chiese di San Agustin, Santo Domingo, San Lazaro
e La Recoleta sono note per la bellezza delle facciate e la mescolanza
di stili.