Nascoste
da pezzi di foglie, gli squadroni ordinati e tumultuosi marciano con
premura infaticabile, zigzagando tra pozzanghere d'acqua che sembrano
piccoli vulcani e schivando palme camminanti e alberi che si avvinghiano.
Quando
cade la sera e si fa giorno, è l'ora indicata per iniziare
il cammino che conduce al meraviglioso lago Cocococha, a cinque chilometri
dall'albergo Explorer's Inn. Il tragitto - un susseguirsi di verde,

un
continuo gracidio e cinguettio - consente di scoprire la biodiversità
della zona riservata di Tambopata-Candamo (nel dipartimento di Madre
de Dios) e di conoscere le credenze, le leggende e i miti dei figli
della foresta.
Eserciti di enormi formiche velenose si spargono sui sentieri umidi
e pantanosi della montagna. Nascoste da pezzi di foglie, gli squadroni
ordinati e tumultuosi marciano con premura infaticabile, zigzagando
tra pozzanghere d'acqua che sembrano piccoli vulcani e schivando palme
camminanti e alberi che si avvinghiano.
Un tenue chiarore verde sui sentieri della foresta. Il cielo coperto,
grigio e triste, con nuvole orribili e melanconiche che hanno fatto
retrocedere il sole. Si avvicina la pioggia. Gli animali si nascondono
nei meandri del bosco, ma si sente ugualmente il grido di una scimmia,
il cinquettio seduttore del passero caballero, il gracchiare di una
cicala e... le formiche velenose continuano la loro interminabile
parata.
Le nuvole versano milioni di lacrime. La terra- prodiga e fragrante
- diventa un pantano e tradisce.
Gli stivali sprofondano. Un camminare pesante e rumoroso. Meta lontana,
irraggiungibile?... "sono solamente cinque chilometri",
aveva preannunciato Mercedes senza la minima preoccupazione, come
se dicesse andiamo a fare un giretto, qui dietro l'angolo, e torniamo
subito.
L'alba, quando morivano le ombre della notte e apparivano - rinnovate,
chiare e trasparenti - le prime luci del giorno. "Andiamo al
lago di Cocococha", aggiunse con forza Mercedes, una delle guide
dell'albergo (lodge) Explorer's Inn, posto sulla confluenza dei fiumi
La Torre e Tembopata, a tre ore di viaggio per fiume da Puerto Maldonado,
capitale del dipartimento di Madre de Dios.
Costruito nel 1976, l'albergo è il più antico della
zona e ha un'estensione di 105 ettari. La fantastica
biodiversità di questo pezzo di Amazzonia, che si trova nella
zona riservata Tambopata-Candamo, attrasse decine di ricercatori
da tutto il mondo, e ciò diede origine al programma delle
"residenze naturaliste".
Attraverso questo programma, l'impresa Peruvian Safaris (proprietaria
dell'albergo) offre alloggio gratuito ai ricercatori, a patto che
questi formino il proprio personale sulle tecniche di conservazione,
guidino le spedizioni dei turisti ed elaborino studi che consentano
di svelare alcuni dei tanti misteri di Tambopata.
Primi passi verso il lago dei cocchi, habitat dei leoni di fiume
e delle nutrie giganti (Pteronura brasiliensis), una specie in grave
pericolo di estinzione. Dietro l'albergo con le sue capanne di palma
e bambù e l'apparenza pittoresca della comunità amazzonica.
Davanti la foresta con la sua fitta vegetazione e gli aromi di vita.
Nei cinquemila ettari della zona riservata di Tambopata-Candamo,
si sono registrate 103 specie
di mammiferi, 1300 specie di farfalle, 135 specie di formiche, 90
specie di anfibi, 74 specie di rettili e 575 specie di uccelli;
oltre a 165 specie di flora e 41 famiglie di alberi.