Nascoste
da pezzi di foglie, gli squadroni ordinati e tumultuosi marciano con
premura infaticabile, zigzagando tra pozzanghere d'acqua che sembrano
piccoli vulcani e schivando palme camminanti e alberi che si avvinghiano.
Volteggiare di farfalle dalle ali invisibili in una passeggiata
fantastica.... ma il lago non si vede da nessuna parte. "Manca
poco", dice Mercedes che non si stanca di indicare alberi e
piante, che non smette di decifrare i suoni della foresta "questo
è il

guacamayo, questa è una cigarra, questo è un passero
caballero", e che continua a narrare storie, leggende e miti.
"Il tunche è uno spirito annoiato, il chullachaqui,
basso, robusto e che zoppica per i suoi piedi deformi, inganna le
persone e le fa perdere nella montagna; per evitarlo gli indigeni
si dipingono la faccia con un pigmento estratto dalla corteccia
di un albero chiamato mashonate", commenta la guida che conosce
anche la storia del perverso "Chamán", il quale
minacciò di prosciugare i fiumi della regione se qualcuno
si fosse azzardato a tagliare un tronco di "lupuna".
La storia arriva al termine come pure il percorso. "Siamo arrivati"....e
si sente il sospiro di sollievo che riassume la stanchezza di tre
ore di tragitto per il sentiero, con un caldo incessante, sotto
una pioggia indecisa. Tempo di navigare su una fragile canoa, ma
prima bisogna dare un'occhiata alle serpeggianti radici e ai rami
robusti dell'albero più alto della riserva: un nobile e antico
ficus di, all'incirca, 65 metri di altezza.
Esprimere un desiderio prima di salpare: "speriamo che ci siano
i leoni di fiume", però le nutrie se ne sono andate.
Che si fa, così è la fortuna! Si rassegna Mercedes,
che taglia le acque con un remo che sembra un giocattolo. La canoa
si inonda, avanza con estrema lentezza, fiancheggia la riva, si
avvicina all'esuberante vegetazione ai bordi del lago.
E ritorna la pioggia con forza rinnovata. La canoa è una
foglia abbandonata nel mezzo del lago. Le gocce incessanti cadono
sul tetto grigio dell'imbarcazione, componendo una strana melodia
di vita. Melodie della natura nella zona riservata di Tambopata-Candamo.