La
Diablada è come un autentico inferno di movimenti, musica e
allegria generale
La festa della Vergine
della Candelora è la più importante dell'altipiano.
Migliaia di meticci di origine aymara ballano, pregano e brindano
in onore della miracolosa "mamita", che da quasi quattro
secoli

regala
benedizioni alla città di Puno. La celebrazione è un
rosario spettacolare di danze folkloriche, in special modo dell' indiavolata,
che simboleggia il trionfo del bene sul male.
Perse la compostezza e le note musicali, ma ugualmente continuò
nella strada, nel pellegrinaggio, nella festa notturna, saltando
e facendo per la prima volta passi di danza con la sua inusuale
e brillante partner: il trombone che abbraccia come se fosse una
"ragazza" sensuale e le sussurra dolci parole a paroloni
infuocati capaci di far arrossire lo stesso demonio, che sta proprio
al lato, che offre da bere ad un orso polare obeso, dal pelo bianco
sporco.
Salute! Dice il diavolo dal penetrante alito di zolfo.
"tutto d'un fiato", grugnisce l'orso polare che ha
messo l'occhio su una brunetta, dalla minigonna scandalosamente
corta, che muove la vita con sensualità da infarto. "Balliamo
un'altra volta", propone l'uomo che perse la compostezza e
i suoi compagni dell'orchestra " Magisterial Puno" muoiono
dalle risate, perché il trombone - offeso e risentito come
una signorina - non accettò la romantica proposta.
"Mancò lo schiaffo", ridono, si burlano, i musicisti
della banda "Juventud Príncipe" prendono in giro
il collega; e i ragazzi della "Espectacular Unión"
festeggiano il gioco facendo esplodere i loro strumenti, e tutti
si mettono a ballare nel jirón Lima, una delle arterie principali
di Puno, la città dalle vette che grattano il cielo e inumidisce
le sue terre con le azzurre acque profonde del Lago Titicaca.
Svolazzare di fazzoletti, salti e splendide ruote di costumi luminosi;
sorrisi, ghigni, finte e moine, in una notte piena di divertimento
e allegria che sembra sarà interminabile, perché i
figli del Titicaca - il lago navigabile più alto del mondo
(3809 metri sul livello del mare) - sono disposti a ballare tutta
la notte, senza badare al freddo e alle fastidiose gocce di pioggia
che vorrebbero inumidire l'entusiasmo.
Agili, elastici, instancabili e allegri, i danzatori
avanzano in gruppo per il corso. Uno stendardo rivela la loro provenienza...
"ogni quartiere possiede il suo gruppo danzante", spiega
tra salti il "Caporal", uno dei tantissimi personaggi
della "Diablada", danza tradizionale di Puno che rappresenta
l'eterna lotta tra il bene e il male, tra il cielo e l'inferno.
La Diablada è come un autentico inferno di movimenti, musica
e allegria generale, nel quale le quadriglie sono formate da decine
di ballerini che rappresentano la lotta tra l'Arcangelo San Michele
e le schiere demoniache, condotte dal Diavolo, che porta una maschera
spaventosa dalla quale scappano colorati serpenti.
La ragazza diavolo - sensuale e smorfiosa -, il diavoletto, il vecchietto
e un paio di movimentati e inquieti orsi, sono alcuni dei personaggi
che riempiono di colore le strade fredde della città dell'altipiano.
Salute! Ripropone il diavolo con la sua maschera dalle corna infiammate,
attorcigliate e brillanti, contento dell'assenza dell'arcangelo
San Michele, che " chissá dove si sarà messo",
borbotta una "mamacha" tra il volteggiare del ballo; "io
l'ho visto con un altro gruppo. Mi sembra che sia un traditore",
denuncia un anziano che parla come se avesse una lingua di stoffa.
Il musicista fa delle smorfie di cattivo gusto "Sono tutte
uguali", dice con rassegnata saggezza e un compagno - ubriaco
quasi quanto lui - gli dà pacche sulle spalle, lo abbraccia,
gli sistema la giacca, gli dice che devono seguire i gruppi, che
la Cattedrale è vicina e devono suonare nell'atrio le ultime
melodie in onore della Mamita Candelaria, la venerata patrona di
Puno, la capitale folklorica d'America.