La
Diablada è come un autentico inferno di movimenti, musica e
allegria generale
E nell'atrio della Cattedrale il trombone smette di essere una "signorina
di casa" e diventa dinuovo uno

strumento
a fiato. Il musicista già non pensa agli scherzi, pensa solo
a suonare per la Vergine della Candelora, l'immagine pietosa che appariva
nella miniera di Laycacota per consolare gli uomini, persi nella penombra
del labirinto delle gallerie.
"Salute alla vergine miracolosa", propone il diavolo, affettuoso
e divertente, forse senza sapere, o senza ricordare, che la "mamita"
della Candelora trasformò le formiche in lago e i rospi e il
serpente gigantesco in montagne, inviati dall'averno con la funesta
missione di distruggere Puno.
Però la Vergine salvò anche la città dallo stato
d'assedio imposto dai ribelli di Pedro Vilca Apaza, che si ribellarono
durante l'epoca coloniale. In tutti gli angoli impera la paura per
l'imminente attacco. Ci si aspettava il peggio... Che fare?, si chiedevano
gli abitanti timorosi degli avvenimenti che si avvicinavano. Improvvisamente,
sorse l'idea di far uscire in processione l'immagine sacra.
Le porte del tempio si aprirono. La "Mamita

Candelaria"
percorse le strade ed ascoltò il clamore popolare. I ribelli
non attaccarono, perché confusero la processione e lo splendore
dei vestiti della vergine con l'arrivo di rinforzi che avrebbero difeso
la piazza. Vilca apaza e i suoi seguaci abbandonarono le montagne
Azoguini e Machallata. Puno fu salvata dalla sua patrona.
E' l'ultima sera di festa. Già passarono le tre messe offerte
da ognono dei maggiordomi della Vergine, i banquetti, i fuochi di
artificio, la processione invasa di fede, lo spettacolare concorso
folklorico nello Stadio Torres Belón; ora si fanno i passi
dell'addio. Se estingue l'effervescenza nelle strade di Puno. I diavoli
ritorneranno all'inferno. La "mamita" continuerà
ad essere venerata nella chiesa di San Juan fino al prossimo anno
in cui, nuovamente, trasportata sulla portantina, capeggerà
la processione.