Il sentiero è stretto, forse troppo; ci sono pozzanghere
d'acqua, fango, curve da brivido, discese vertiginose e tante piccole
pietre; però è bello e fa venire la voglia di rischiare,
di lanciarsi e percorrerlo a forza di pedale per arrivare alle falde
di questa montagna coperta di neve sulla quale brillano le acque di
un lago che rispecchia il cielo.
Afferrarsi
al manubrio. Inclinare il corpo in avanti. Sentire la resistenza
del vento. Sopportare i colpi del percorso.
Pedalare e franare per evitare le pozzanghere, la frana delle montagne;
e, nel fragore della discesa, la velocità trasforma la cordigliera
e le valli in una combinazione diffusa di colori e di forme.
Azzardo e coraggio caratterizzano i ciclisti della montagna che
percorrono, sui loro "destrieri di metallo", i sentieri
scoscesi e i viottoli del mondo andino. Facendolo non solo provano
la loro audacia, destrezza e resistenza, di fronte alle differenti
difficoltà del cammino, ma anche scoprono paesaggi meravigliosi,
villaggi sospesi nel passato o antichi resti delle civiltà
preispaniche.
Pedalare sulle alture della sierra, sulle
coste del Pacifico, nella foresta soffocante, per contemplare i
ghiacciai, i laghi, i passi e i bordi desertici delle dune
ondulate, sono solo alcune delle alternative che i ciclisti di montagna
possono trovare sulle terre andine, piene di appassionanti percorsi
che conducono a luoghi di inestimabile bellezza.
Dovuto alla sua geografia intricata, la regione è un luogo
privilegiato per praticare il ciclismo da mantagna, e per questo
esistono infinite rotte e circuiti nei quali si uniscono l'emozione
dei resti archeologici, la comtemplazione della natura e l'intercambio
culturale con le popolazioni del luogo.
Nei paesi andini è possibile pedalare
sul livello del mare su per le montagne, su rotte dalle diverse
attrazioni e gradi di difficoltà. Non si lasci intimorire
dai dubbi e si amini a esplorare la magnificenza di questa parte
dei pianeta dal sedile di una bicicletta.